Sono due giorni che, per un motivo o per l'altro, mi è toccato guardare il Tg2 alla sera.
Propaganda sfrenata all'energia nucleare, montata ad arte. Ecco come funziona:
1) Si prende un inconveniente relativamente marginale capitato in una centrale slovena, e lo si amplifica enormemente per testimoniare a tutti la sicurezza delle centrali di nuova generazione.
2) A questo punto, non si può non intervistare un qualsivoglia esperto, chiedendogli se l'energia nucleare sia sicura. La risposta è sempre affermativa. La vera domanda semmai è se sia conveniente, se sia attuale, se sia up-to-date. Tutto a posto: domanda omessa.
3) Si ritaglia un angolino per lanciare il messaggio "Se sono capaci a far centrali sicure in Slovenia, perchè non si possono fare in Italia?"
4) Qualsiasi accenno ai rischi incorsi durante il terremoto cinese sono tagliati.
5) Le centrali nucleari, che a pieno titolo apparterrebbero alla classe delle "grandi opere", vengono invece "commissionate" al ministero dell'ambiente, che fa riferimento a questo tema. In questo modo, si evitano domande scomode sullo stato realizzativo delle altre grandi opere, quali il ponte sullo stretto, la TAV, la Salerno-Reggio Calabria, il MOSE, e via dicendo. (potremmo stare ore a discutere sulla possibilità di costruire grandi opere, ma qui si nominano soltanto senza realizzarle!).
6) Si chiude con un accenno al disastro di Chernobyl, mostrando chiaramente come i tempi siano cambiati. Peccato che in seguito a quell'incidende, gli italiani votarono un referendum che ha sancito la chiusura del nucleare. Correttezza vorrebbe che se la questione debba essere rimessa sul tavolo, sia un referendum dei cittadini a decidere. No.
7) La parola ai politici: un simpatico esponente di quell'opposizione seria cui faccio riferimento (non mi ricordo più chi fosse), spiega che l'"Italia deve puntare a ridurre la dipendenza dal petrolio introducendo energia nucleare, in modo da passare a fonti rinnovabili". Qualcuno gli spieghi che l'uranio non è rinnovabile, così come la sua materia grigia.